CHOPIN. "NON C’È PATRIA PER LA FANTASIA"
data da destinarsi | h 19.00Quando si parla di Chopin (1810-1849), non si può fare a meno di parlare di Polonia. Le vicende della sua vita fecero sì che, volente o nolente, egli venisse identificato dai suoi ammiratori come il figlio di una patria sventurata e oppressa. Fu in buona parte la sua musica ad avvalorare tale punto di vista. Il suo idioma sonoro fu polacco in sé, ma anche perché a volerlo tale era un’editoria musicale attenta alla passione della cultura romantica per gli irredentismi politici e per la purezza di ciò che – musica compresa – rimandasse alle tradizioni popolari. In realtà, Chopin, nella sua incrollabile inclinazione allo scetticismo e all’introversione, fu un artista tendenzialmente senza patria. Il compositore da molti celebrato come "il poeta del pianoforte" sarà il protagonista del sesto appuntamento del seminario di storia della musica a sfondo epistolare, a cura di Danilo Faravelli. Letture: 15 novembre – 28 dicembre 1838: Fryderyk Chopin scrive quattro lettere a Julian Fontana da Palma di Maiorca. Ascolti: dai Preludi op. 28 di F. Chopin; dal Clavicembalo ben temperato di J. S. Bach; Ballata in fa maggiore op. 38 di F. Chopin nell'esecuzione del pianista Gianluca Blasio. [Evento MaMu Cultura Musicale con iscrizione] |