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Danilo Faravelli - Maestri alla lettera


MAESTRI PRESI ALLA LETTERA

seminario di storia della musica a sfondo epistolare

a cura di DANILO FARAVELLI 

Otto appuntamenti a cadenza mensile | orario 19.00 – 20.45

Maestri presi alla lettera è un progetto a carattere divulgativo in cui alcune proposte d’ascolto miranti a “spiegare” una piccola serie di capolavori della nostra tradizione musicale d’arte vengono effettuate complementarmente alla descrizione dello scenario epocale che fece da sfondo alla vita dei loro autori. L’idea di base del seminario coincide con l’ambizione di contestualizzare storicamente alcune opere memorabili, vocali o strumentali, appellandosi alla verità contingente della loro venuta alla luce contenuta in documenti epistolari provenienti perlopiù da carteggi privati. Sono previsti ascolti da riproduzioni di brani musicali selezionati da cd ed esecuzioni dal vivo.

CALENDARIO E PROGRAMMA DEGLI INCONTRI

■ Giovedì 3 ottobre 2019 | Mestizia e grandeur nel tramonto di una star
Guillaume DUFAY (1397-1474), il più conteso fra i compositori attivi nelle corti europee del XV secolo, si congedò dalla vita terrena dopo avere dettato un minuziosissimo testamento che, contenendo indicazioni anche musicali per le proprie esequie, è un manifesto indiretto del grado di celebrità a cui potevano assurgere i musicisti meglio dotati nell’arte di compiacere la vanagloria dei potenti. 

Documenti epistolari
8 luglio 1474: Guillaume Dufay detta le sue ultime volontà

Proposta d’ascolto
Polifonie di G. Dufay: Resvelliés vous et faites chiere lye, Nuper rosarum flores, Vergene bella, Lamentatio sanctae matris ecclesiae constantinopolitanae, Ave regina coelorum

■ Giovedì 7 novembre 2019 | Lamento non solo d’Arianna
Dell’opera Arianna di Claudio MONTEVERDI (1567-1643), come ben sanno i conoscitori di questo grande maestro, è sopravvissuto soltanto il celebre lamento cantato dal personaggio eponimo della tragedia. Rimaneggiato dal suo autore in due ulteriori occasioni, il pezzo accompagnò con singolare puntualità le fasi della vita creativa di un artista dei suoni a cui non arrisero quasi mai condizioni di particolare favore nell’esercizio della propria professione.

Documenti epistolari
2 dicembre 1608: Claudio Monteverdi scrive ad Annibale Chieppio
? giugno 1637: C. Monteverdi scrive ai procuratori della Repubblica di Venezia

Proposta d’ascolto
Tre versioni del Lamento d’Arianna di C. Monteverdi: l’originale monodico del 1607, la versione a cinque voci del 1614 Il contrafactus spirituale su testo latino del 1640 o 1641

■ Giovedì 5 dicembre 2019 | “Non c’è tempo da perdere”
Non è facile credere che un compositore obbligato a fornire musica a comando e costretto a proporre la traduzione in suono vivo delle sue pagine tramite cantanti e strumentisti solo di rado pienamente all’altezza del compito loro assegnato si trovi nelle condizioni ideali per dare forma a capolavori memorabili. Tutto ciò diventa però possibile quando il compositore porta il nome di Johann Sebastian BACH (1685-1750).

Documenti epistolari
23 agosto 1730: Johann Sebastian BACH scrive al Consiglio municipale di Lipsia

Proposta d’ascolto
J. S. Bach: “Wachet auf, ruft uns die Stimme” BWV 140 per soli, coro orchestra

■ Giovedì 9 gennaio 2020 | Il ciambellano e il meccanico
Rievocando fatti musicali di un passato più o meno remoto, siamo spesso portati a dare importanza a figure, situazioni e prodotti artistici che non detennero mai la posizione di primo piano che loro attribuiamo per effetto della nostra innocente faziosità. È quanto possiamo affermare riconsiderando da un punto di vista più storico che musicale la famosa gara pianistica disputata tra Wolfgang Amadeus MOZART (1756-1791) e Clementi la sera del 24 dicembre 1781 in un salone del palazzo imperiale di Vienna.

Documenti epistolari
12 e 16 gennaio 1782: Wolfgang Amadeus Mozart scrive al proprio genitore

Proposta d’ascolto
Giovanni Paisiello (1740-1816), Andante in Re maggiore
Muzio Clementi (1752-1832), Sonata in Do maggiore op. 2, n. 2

■ Giovedì 6 febbraio 2020 | “La fortuna ha la forma d’una sfera”
Si attribuisce da sempre, e giustamente, un’importanza capitale alla sordità di BEETHOVEN (1770-1827) in quanto condizione patologica che influì sulla qualità irripetibile delle sue creazioni musicali e che spinse verso traguardi originalissimi il percorso da lui compiuto in direzione della conquista di un nuovo modo di intendere il rapporto con l’arte dei suoni da parte di chi ascolta non meno che da parte di chi crea. Ma a parlarci di quella sua tragedia privata – la sordità – non è soltanto il celeberrimo Testamento di Heiligenstadt; altri documenti si direbbero più eloquenti e impressionanti.

Documenti epistolari
29 giugno 1801: Ludwig van Beethoven scrive a Franz Gerhard Wegeler
1° luglio 1801: Ludwig van Beethoven scrive a Karl Amenda

Proposta d’ascolto
L. van Beethoven: Sonata in Re minore op. 31, n. 2, detta “La Tempesta”

■ Giovedì 5 marzo 2020 | Non c’è patria per la fantasia
Quando si parla di CHOPIN (1810-1849), non si può fare a meno di parlare di Polonia. Le vicende della sua vita fecero sì che, volente o nolente, egli venisse identificato dai suoi ammiratori come il figlio di una patria sventurata e oppressa. Fu in buona parte la sua musica ad avvalorare tale punto di vista. Il suo idioma sonoro fu polacco in sé, ma anche perché a volerlo tale era un’editoria musicale attenta alla passione della cultura romantica per gli irredentismi politici e per la purezza di ciò che – musica compresa – rimandasse alle tradizioni popolari. In realtà, Chopin, nella sua incrollabile inclinazione allo scetticismo e all’introversione, fu un artista tendenzialmente senza patria.

Documenti epistolari
15 novembre – 28 dicembre 1838: Fryderyk Chopin scrive quattro lettere a Julian Fontana da Palma di Maiorca

Proposta d’ascolto
Dai Preludi op. 28 di F. Chopin
Dal Clavicembalo ben temperato di J. S. Bach
Ballata in Fa maggiore op. 38 di F. Chopin
 
■ Giovedì 16 aprile 2020 | La guerra è allergica al pensare
Fu un destino cinico e baro a far sì che l’anno di morte di DEBUSSY (1862-1918) dovesse coincidere con quello in cui si concluse la catastrofe della Grande Guerra. Fu come se il suo patriottismo, reso impotente dall’età avanzata e dalla malattia e faticosamente sublimato in gesti musicali, subisse l’estremo dileggio di trovarsi a svanire a pochi mesi dalla soddisfazione provata dai suoi connazionali nel vedere capitolare gli odiati artefici della disfatta di Sedan. Ma Debussy sapeva anche volare alto sull’occasionale bassezza di certe sue debolezze politiche.

Documenti epistolari
24 ottobre 1915: Claude Debussy  scrive a Igor Stravinskij
7 giugno 1916: Maurice Ravel (1875-1937) scrive al Comitato della Lega Nazionale per la Difesa della Musica francese

Proposta d’ascolto
C. Debussy, Sonata per violino e pianoforte
M. Ravel, due movimenti da Le tombeau de Couperin

■ Giovedì 7 maggio 2020 | Nobile Novecento ignobile
Nel secolo dei totalitarismi non era facile respingere la tentazione faustiana di vendersi al potere per godere di privilegi di valore incalcolabile, primo fra tutti quello di tutelare la propria vita contro l’arroganza arbitraria di un sistema politico perfettamente organizzato nella propria implacabile oppressività. Neanche la musica, nell’apparente inattaccabilità della sua essenza di arte non concettuale, poteva dirsi immune da tale rischio. Fu così che, laddove essa sopravviveva alla rozza protervia dei tiranni, si trovarono a darsi battaglia servi striscianti, anime pure e promotori di un’irrinunciabile rinascita.

Documenti epistolari
24 giugno 1926: Pietro MASCAGNI (1863-1945) scrive a Benito Mussolini
1° gennaio 1942: Helene NAHOWSKI BERG (1885-1976) scrive ad un proprio familiare

Proposta d’ascolto
S, Prokofiev (1891-1953), Settima sonata op. 83
  

MODALITÀ DI SVOLGIMENTO DI CIASCUN INCONTRO

1. I partecipanti ascoltano la lettura commentata e storicamente contestualizzata di una lettera o di altro significativo documento d’epoca riguardante una composizione del passato, il suo autore, i suoi originari destinatari e fruitori, nonché le circostanze che ne determinarono la creazione (N.B. ciascun partecipante avrà sotto gli occhi copia del testo preso in esame). 
2. Scambio di opinioni sul testo epistolare (o d’altro genere) esaminato.
3. I partecipanti ascoltano tramite CD audio (o, quando possibile, tramite esecuzione dal vivo), previa introduzione storico-critica, il brano o i brani di cui si fa menzione o a cui si accenna nel documento preliminarmente letto e commentato.
4. Dibattito conclusivo. 

ISCRIZIONI E COSTI

Il costo per la partecipazione all'intero ciclo di otto appuntamenti è pari a euro 80,00. 
Il costo per la partecipazione a un singolo appuntamento è pari a euro 12,00.
Si richiede la tessera in corso di validità dell'associazione MaMu Cultura Musicale. Per associarti, clicca qui.
Il pagamento potrà avvenire in sede, prima dell'avvio del seminario, oppure tramite bonifico bancario su IBAN IT88G0521601614000000013404, intestato a Associazione MaMu Cultura Musicale, causale "iscrizione seminario Maestri presi alla lettera".
Gli incontri avranno avranno luogo dalle ore 19.00 alle ore 20.45, presso Magazzino Musica in via F. Soave 3, a Milano.

 

CHI È DANILO FARAVELLI

Danilo Faravelli (Monza, 1953): una vita professionale spesa con convinto entusiasmo sui fronti musicali dell’educazione, della divulgazione e della ricerca.

Dopo aver prestato servizio per oltre quarant’anni anni nella scuola secondaria inferiore in qualità di docente di educazione musicale, si dedica dal 2018, con impegno sistematico, perseverando nella propria passione musicologica, all’attività di animatore culturale e di conferenziere, organizzando e tenendo personalmente cicli di incontri di Cultura dell’Ascolto. I temi che è solito trattare di fronte alle piccole platee cui si rivolge vengono preventivamente concordati con gli organizzatori e i frequentatori dei numerosi circoli e associazioni di appassionati musicofili che lo onorano della loro fiducia; non di rado, però, la trattazione di tematiche più specifiche gli viene commissionata, quale momento di preparazione a un ascolto consapevole e documentato, in riferimento alle programmazioni delle stagioni concertistiche e operistiche soprattutto di Milano.

Suoi contributi scientifici sono stati richiesti e presentati in occasione di convegni internazionali realizzati dall’Associazione “Mozart Italia” di Rovereto (TN) e dalla Fondazione “Ambrosianeum” di Milano . Recentemente, l’Istituto Italiano di Cultura di Stuttgart (D) lo ha invitato a prendere la parola sul tema “L’italiano: lingua abitata e prediletta dalla musica” a beneficio di un uditorio di professori e studenti della storica Università di Tübingen.

Ha al proprio attivo numerose pubblicazioni di contenuto storico-musicale e musicologico (opere in volume, saggi su riviste di settore, articoli su periodici, booklets di CD…); il suo più recente e significativo contributo in tal senso è la monografia dal titolo Mozart a Londra, apparsa a Milano, nel novembre 2018, per i tipi della casa editrice BookTime.   

Dopo aver fatto parte per anni del Comitato Scientifico del Festival Internazionale “Wolfgang Amadeus Mozart a Rovereto” (Rovereto, TN) e dopo avere operato come stretto collaboratore, in ambito storico-critico, del Festival “Estate Musicale di Piedicavallo” (Piedicavallo, BI), collabora come divulgatore musicologo con la Fondazione “GOG” di Genova (“Giovine Orchestra Genovese”) nonché con l’Associazione Musicale “Kreisleriana” di Milano. A Sesto San Giovanni, città in cui risiede, opera attivamente dal 2015 in seno all’Associazione Culturale “PalinSesto”, di cui è socio fondatore, partecipando come consulente musicale alle scelte relative alla programmazione della rassegna concertistica Les Sarabandistes.