«Qualche sera fa, al MaMu, è bastata quella quinta velata a ricreare la finzione, a restituire pur nella mescolanza "spaziale" il suo ruolo allo spettatore e quello di protagonista ai cantanti. Direi che qui prende corpo un piccolo miracolo...». (Antonio Lubrano)
 
Non occorre essere dei melomani per apprezzare l'opera da camera (loft opera negli Stati Uniti, molto in voga nell’Ottocento). E' infatti un formato che sta conoscendo un crescente successo perché avvicina il pubblico alla lirica divulgando la musica al di fuori del suo contesto "istituzionale" e accorciando la distanza tra palco e platea. L'opera viene presentata in forma ridotta (dura 1 ora ca.), con l’accompagnamento pianistico al posto dell’orchestra, mentre regia e arie celebri (il libretto è disponibile su richiesta) catturano un pubblico senza età.

Le Nozze di Figaro, Il Barbiere di Siviglia, La Bohème, solo per citarne alcune, prendono forma all'interno della libreria musicale, con un cast di cantanti che si muovono tra il pubblico rendendo l’Opera un fatto musicale vivo, che coinvolge il pubblico rendendolo esso stesso parte integrante della messa in scena.
Le note del pianoforte fanno risuonare le celebri ouverture e conducono il discorso musicale tra arie e recitativi, mentre brevi interventi di voce narrante permettono di seguire il corso dell'intera vicenda.
La produzione affidata alla Compagnia Fuori Opera, regia e costumi Altea Pivetta, maestro concertatore Andrea Gottfried.